COVID19 – Umanità allo specchio

A causa di questa pandemia di COVID19 siamo costretti a fermarci, a prendere le distanze dagli altri, ma anche da noi stessi, dalle nostre abitudini, dall’idea che avevamo della nostra vita e della nostra società.
Siamo costretti e guardarci allo specchio.

Quella che vediamo è però un’immagine diversa da quella che avevamo in testa, è qualcosa a cui nessuno era abituato e che nessuno avrebbe immaginato.

La dissonanza sembra talmente marcata che la tentazione di distogliere lo sguardo potrebbe anche tentarci; è anche per questo motivo che ho deciso di realizzare questo progetto.

COVID19 – Umanità allo specchio

Sono convinto che questa fase della nostra storia sarà ricordata come il momento cruciale dal quale furono ideate e partorite le scelte per disegnare una nuova esistenza.
Nonostante la drammaticità di questo evento, nonostante le difficoltà che stiamo vivendo e le molte altre che ci attendono nel prossimo futuro, ne usciremo e continueremo ad esistere.
Tuttavia, saremo diversi, dovremo per forza essere diversi.

È proprio per questo che non dobbiamo distogliere lo sguardo, ma dobbiamo osservare, comprendere ed agire.

Già, osservare, comprendere, agire, il trinomio che si trova alla base di tutte le nostre attività, dal quale anche la fotografia non è esente.

È proprio la corretta realizzazione di questi tre aspetti che fa la differenza tra una buona foto ed una che non lo è.
Senza osservazione ci sarà impossibile identificare un soggetto o una scena con le sue caratteristiche peculiari. A questo punto, se non lo abbiamo fatto prima, l’osservazione ci deve portare alla comprensione; cercare di capire quello che sta avvenendo davanti ai nostri occhi e perché.
Se riusciamo a capire e decodificare la realtà davanti a noi allora, torniamo ad osservarla...sicuramente ci siamo persi qualcosa quando ci mancava la conoscenza.
A questo punto l’azione..CLICK!
Quel gesto che allo stesso tempo suggella il percorso intrapreso e ci porta a nuove sfide e incognite.

COVID19 – Umanità allo specchioCOVID19 – Umanità allo specchio

Ho voluto inserire questa piccola ma importante digressione fotografica, non per dare un senso alla comparsa di questo articolo sul mio blog, ma per evidenziare una cosa fondamentale nei processi creativi, di comunicazione o di narrazione, ossia la conoscenza e la comprensione: se volessimo usare una sola parola che le contenga entrambe, questa sarebbe “cultura”.
La cultura viene prima della tecnica o della tecnologia e, maggiore sarà la mia cultura, maggiore sarà la possibilità di realizzare buone fotografie (la stessa cosa vale per gli scrittori, i cantautori, i pittori, gli chef, gli architetti ecc...).

Amo particolarmente una frase di uno dei più grandi maestri della fotografia, Ansel Adams : “non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato”. Insomma, la tua cultura.

Uso la scusa della realtà per parlare di fotografia, o uso la scusa della fotografia per raccontare la realtà ? Non lo so, ma in fin dei conti la nostra esistenza è un grande fiume che scorre in cui tutto è interconnesso e mescolato, trovare una risposta a questa domanda credo sia inutile, oltre che impossibile.

Finita la digressione, torno in carreggiata:
l’osservare, il non distogliere lo sguardo per conoscere, aumentare la comprensione e infine agire.

Non potendo girare il mondo per documentare personalmente la realtà tramite la mia macchina fotografica (magari!), ho deciso di sfruttare internet e le innumerevoli webcam che costantemente trasmettono online immagini delle nostre città.
Ad alcune persone queste immagini potrebbero suscitare ansia, ad altre invece trasmettere pace, ma questi assordanti silenzi evidenziano chiaramente i nostri limiti e punti deboli, proprio dove pensavamo fossero i nostri punti di forza.

Saremo diversi, cambieremo, si: ma per farlo, occorre osservare e, che piaccia oppure no, osservare ancora.
Dobbiamo capire quali sono i nostri veri punti di forza, le vere priorità, i veri legami, il giusto equilibrio tra le cose, l’importanza dell’ambiente, l’importanza di una società unita, l’importanza del lavoro ma anche di ritmi di vita più regolari, più lenti...addirittura l’importanza del sapersi annoiare.
Siamo davanti all’evidenza che non siamo speciali e superiori a qualsiasi cosa, questa idea è appena stata nettamente disintegrata; saremo obbligati ad essere diversi, semplicemente perché un evento di questa portata è impossibile che non abbia ripercussioni sul medio-lungo periodo, senza lasciare dei segni e delle lezioni da imparare.

Dobbiamo assimilare queste sensazioni al punto di farle diventare parte del nostro “corredo genetico” e dobbiamo farlo tutti, senza delegare nessuno al posto nostro.

Solo così riusciremo a raccogliere i frutti nati da questa sofferenza: in caso contrario, sarà stata solo un’altra tragedia.

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